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Complicanze

Si è verificato un numero esiguo di complicanze iniziali che, ad oggi, sono state calcolate come 24 (6%). Queste includono infiammazione della ferita, ematoma della ferita, deiscenza della ferita, emartrosi, rigidità post-operatoria con necessità di manipolazione e un solo caso di artrite settica, verificatosi a due mesi dall’intervento e conclusosi in maniera soddisfacente. In totale tali complicanze ammontano ad oggi al 6%.

Fino ad ora si sono presentati solo 14 casi di sublussazione ricorrente, 2 dei quali hanno richiesto una procedura di riallineamento distale, 2 hanno ricevuto riallineamento prossimale secondo Insall e 6 mid lateral release. Tali casi ammontano al 4%, con un evidente aumento rispetto alle metodiche precedenti di artroplastica. Sono stati effettuati 18 interventi successivi, inclusi 4 riallineamenti. Inoltre sono state praticate 1 manipolazione in anestesia a tre settimane per gonfiore, 1 risutura per deiscenza della ferita e 12 artroscopie per ematoma, artrite settica, progressione della patologia e clicking, probabilmente causato da sublussazione.

Non si sono verificati ad oggi casi di allentamento della rotula, frattura o allentamento della troclea. Si è verificato un probabile caso di usura della rotula e ad oggi non risultano casi di infezione profonda.

Il problema principale a lungo termine è quello della progressione della patologia nella parte tibio-femorale dell’articolazione. Tale evento è stato registrato in 28 casi, 24 dei quali fino ad ora hanno richiesto la revisione per protesi totale del ginocchio (6%).

Un problema è rappresentato dal fatto che in flessione profonda, la rotula in polietilene spinge contro le parti anteriori dei condili femorali mediale e laterale. Ciò ha comportato lo sviluppo e l’introduzione della faccetta impari sul bottone della rotula. In flessione profonda, quando la rotula ruota internamente nell’intaglio inter-condilare, una faccetta impari piatta sulla parte più mediale della rotula si presenta contro il condilo. Indagini artroscopiche in diversi casi in cui si è verificata progressione della patologia hanno mostrato che l’area di progressione è sempre ben lontana da un qualunque punto di contatto con il bottone della rotula.

Il numero di casi con progressione della patologia rimane esiguo e ciò può dipendere dalla naturale progressione del processo artritico. Non esiste evidenza ad oggi che suggerisca che l’artroplastica stessa abbia influenzato questo processo in alcun modo. È probabile che alcuni dei primi casi della serie siano stati trattati per un processo artritico più avanzato. La sopravvivenza a 5 anni è del 99,7% per revisione per protesi non riuscita e del 94% per revisione dovuta a progressione della patologia.

    
Viste pre-operatorie di artrite femoro-rotulea significativa.


  
Progressione della patologia nel compartimento mediale 6 anni dopo

 

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